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Notizie
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Palazzo
Branciforti.
Iniziato nel 1610 sotto la direzione di tre
capomastri ennesi, Gianguzzo, Inglese e Calì, la sua costruzione
si protrasse per mezzo secolo. Si presenta con una mole
inconsueta e stupefacente per un centro agricolo di nuova
fondazione. Ha pianta quasi quadrata e tre elevazioni, è dotato
di ampio cortile e presenta alti bastioni sul fronte meridionale
che si affaccia sul vecchio borgo.
Acquistato nell'Ottocento dai Conti Li Destri ha
subìto manomissioni sia all'interno che nei prospetti, mentre un
crollo negli anni Cinquanta ha irrimediabilmente cancellato
l'ala est, oggi parzialmente ricostruita. Il manieristico
portale bugnato è simile a quello del palazzo che il Principe
possedeva a Palermo, oggi sede della Fondazione Lauro Chiazzese.
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Foto e video della
XXX Sagra delle Pesche e dei prodotti tipici |
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Notizie storiche: La Sagra |
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La Sagra è una manifestazione a
ricorrenza annuale che è entrata a buon diritto a far parte del
patrimonio turistico-culturale della Città e non solo, avendo
travalicato, in termini di risonanza, i confini provinciali e
regionali, creando aspettativa presso un nutritissimo stuolo di
affezionati provenienti da ogni parte della Sicilia e da più
lontano, stuolo di anno in anno sempre più nutrito, in continuo
aumento.
I giorni della Sagra, Leonforte si
sveglia pervasa, oltre che dall’inebriante fragranza della
pesca, da migliaia di visitatori che fanno da cornice alla
manifestazione.
La Sagra è andata oltre le sue
originarie motivazioni che erano quelle di promuovere e
valorizzare la particolarissima pesca tardiva leonfortese, in
quanto è riuscita a fare da volano nell’orientare scelte e gusti
verso prodotti di “nicchia” e sostenibili. Non più, quindi, solo
pesca: ma occasione per la promozione di altri prodotti tipici.
La “Fava Larga”, l’olio extravergine di oliva, mandorle, legumi
di ogni tipo, conserve, altri prodotti provenienti da tutte le
parti della Sicilia quali il miele biologico e i fichidindia...
Il turista viene accolto nella
splendida cornice rappresentata dal caratteristico Centro
Storico e dalle sue maggiori piazze. Venire a Leonforte per la
Sagra diventa perciò occasione di approfondimento storico e
culturale per la possibilità di conoscere tutte le emergenze
monumentali seicentesche di cui l’antico Centro è disseminato,
avendo a disposizione bus navetta e guide in grado di offrire
notizie di notevole contenuto storico, artistico e culturale.
Non mancano i punti per la
degustazione della pesca offerte in graziose confezioni, vengono
organizzate manifestazioni collaterali, una tra tutte, la Mostra
Estemporanea di Pittura che raccoglie ormai un qualificato ed
alto numero di adesioni. E poi spettacoli, gruppi folkloristici,
giocolieri, attori di strada, sfilate….
Una Sagra da non perdere... da vedere e da
gustare!
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La Pesca tardiva "La
Settembrina" |
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La pesca tardiva di Leonforte, denominata La
Settembrina, viene coltivata a Leonforte e nei territori dei
comuni limitrofi su una superficie di circa 200 Ha.
L’estensione non eccessiva, contrariamente a
quanto si possa pensare, è uno dei punti di forza della
produzione. Si tratta, infatti, di un prodotto di nicchia
per il quale vanno apprezzate le caratteristiche di qualità a
fronte di ogni altra considerazione che andrebbe fatta per altri
tipi di prodotti.
La pesca è
classificabile come un prodotto pulito grazie alla pratica dell’insacchettamento
dei singoli frutti, effettuata oltre 90 giorni prima della
raccolta: sacchetti di carta pergamenata proteggono, così, uno
per uno i frutti dagli attacchi dei parassiti rendendo superflui
i trattamenti chimici e antiparassitari e salvaguardando gli
aspetti di genuinità e sanità del frutto stesso con le sue
pregevoli ed eccellenti caratteristiche di profumo, gusto e
consistenza della polpa.
La pesca di
Leonforte è ormai conosciuta — e ricercata — in tutta Italia.
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La Fava Larga |
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La fava larga è una leguminosa
caratterizzata dalla facilità di cottura, dal gusto particolare
e dalla grossezza dei singoli semi. Il, prodotto, utilizzato sia
allo stato fresco che allo stato secco, viene coltivato in
piccoli appezzamenti nei quali il processo produttivo si attua
manualmente e senza ricorso a prodotti chimici di sintesi. |
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Presidi Slow Food |
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Entrambe le due colture,
gestite nel rispetto della tradizione e dell’ecosistema, sono
Presidi di “Slow Food”, l’organizzazione di rilevanza nazionale
che lavora a sostegno delle piccole produzioni eccellenti che
rischiano di scomparire valorizzando territori, recuperando
mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali e antiche
varietà di ortaggi e frutta.
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L'olio extra
vergine di oliva |
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L'olio extravergine tipico
delle nostre terre è estratto dalle olive delle colline
leonfortesi, dove da secoli si coltiva l'olivo rappresentato
prevalentemente dalla qualità Moresca. L'olio che se ne ricava è
molto ricercato per l'inconfondibile fruttato e per il
retrogusto di amaro appena percettibile, il sapore è piccante di
media intensità. L'olivo viene coltivato su una superficie di
oltre 250 Ha; il sistema di raccolta è manuale e l'epoca in cui
avviene è all'inizio dell'invaiatura. Se ne ricava un olio di
colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, di aspetto
leggermente velato. Ha un'acidità sempre inferiore a 0,7.
L'olio viene tradizionalmente
prodotto dalla quasi totalità degli agricoltori leonfortesi, in
quantità variabili, a seconda delle superfici investite, tali
da, quanto meno, soddisfare il consumo familiare.
Da qualche anno alcuni
produttori si sono riuniti in Cooperative dando luogo ad un
prodotto imbottigliato di estrema qualità che conserva tutte le
rinomate caratteristiche dell'olio di Leonforte.
Il processo produttivo viene
seguito direttamente in tutte le sue fasi. Dalla fioritura
primaverile, alla raccolta ed alla molitura, fino
all'imbottigliamento: tutto mirato a garantire qualità e
fragranza all'olio.
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Il Territorio |
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Leonforte è
situata al centro del sistema montuoso degli Erei a 600 metri
s.l.m. e dista 22 km. da Enna. Possiede un territorio comunale
esteso per 8.400 ettari ed una popolazione di circa 15.000
abitanti. Geograficamente appartenente al territorio di
Leonforte è Monte Altesina, alto 1192 metri, che,
nell'antichità, venne identificato con il “Monte Ereo”. Per la
sua posizione baricentrica fu preso come riferimento dagli arabi
per dividere la Sicilia in tre Valli. Ammantato da una
rigogliosa vegetazione di lecci e roverelle, relitto della
primordiale foresta mediterranea, ospita un'interessante fauna.
Sulla cima della montagna si trovano i resti di un villaggio
preistorico, e, sulle pendici, i ruderi del “Cummintazzu”,
antico eremo di monaci denominato S.Maria di l’Artisina.
Recentemente è stata istituita la Riserva Naturale “Monte
Altesina” che consentirà di tutelare e valorizzare il peculiare
ambiente naturale.
Altri rilievi
di notevole bellezza selvaggia appartenenti ai “Monti Erei” sono
Montagna di Mezzo, Monte Scala e Monte Boscorotondo. Questi
habitat naturali presentano dei suggestivi ambienti rocciosi e
un'intricata vegetazione boschiva, costituita da querce da
sughero, roverelle, lecci e ogliastri. Sulle pendici di Montagna
di Mezzo si trovano i ruderi della Masseria della Principessa,
antico opificio dedito alla produzione dell'olio. Sul versante
meridionale di Monte Scala sorge un antico abitato rupestre
denominato Grotte Formose. Ai piedi di Monte Boscorotondo, si
riscontra il Vallone dell'Inferno, ecosistema particolarmente
suggestivo costituito da una gola profonda su cui scorre l'alto
corso del Fiume Crysa, nome del dio fluviale venerato, in epoca
classica, dalle popolazioni locali.
Arroccati su
una rupe sorgono i ruderi del Castello di Tavi, volgarmente
detto “u Castiddazzu”. La fortezza, di probabile origine
bizantina, divenne in seguito un elemento di difesa arabo e poi
normanno fino a divenire sede della “Baronia di Tavi”. Nel
territorio insistono alcuni oratori rupestri di epoca Bizantina
tra cui la Grotta di S. Elena.
Di notevole
interesse sono i reperti di archeologia industriale tra cui la
Filanda, la Miniera di Zolfo di Faccialavata, i mulini ad acqua
e i manufatti della vecchia linea ferroviaria Dittaino-Nicosia.
In Contrada Samperi esistono i ruderi della Chiesa di S.
Pietro, risalente al periodo medievale. Il territorio è
costellato inoltre da reperti archeologici di epoca preistorica
tra cui numerose escavazioni nella roccia visibili su Monte
Cernigliere, a Mongiafara e a Valle dei Ladroni.
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Cenni
storici |
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Leonforte è al centro dei monti Erei
dove secondo alcuni storici vi sorgeva l’antica città sicula di
Tabas.
Durante i domini bizantino e arabo fu
edificato il castello di Tavi dove furono introdotti sistemi
razionali innovativi per l’irrigazione delle colture alimentati
da mulini che sfruttavano l’abbondanza delle acque e davano
nuove opportunità di sviluppo agricolo, specie nel settore
dell’olivo e della frutta.
Nel 1610 il nobile Nicolò Placido
Branciforti iniziò a valorizzare le potenzialità del fertile
territorio, già ricco di acque e di mulini, fondandovi una città
che chiamò Leonforte, elevandola successivamente al rango di
principato. La città crebbe e oltre all’agricoltura vi si
svilupparono l’artigianato della terracotta, della concia delle
pelli, la gualchiera - tintoria dei panni di feltro e nell’800
anche una filanda e alcune miniere di zolfo.
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