Fava larga

La fava larga di Leonforte, conosciuta anche come fava turca, è coltivata attualmente a Leonforte e nei territori dei comuni limitrofi di Nissoria, Assoro, Enna e Calascibetta, su una superficie di circa 60 – 80 Ha. E’ una leguminosa caratterizzata dalla facilità di cottura, dal gusto particolare e dalla grossezza dei singoli semi. Viene utilizzata sia allo fresco che allo stato secco. Viene coltivato su piccoli appezzamenti con un processo produttivo arcaico, manualmente e senza alcun ricorso all’uso di prodotti chimici di sintesi.

Foto fave larga

Fava Leonforte

24 September 2018

Fava larga di Leonforte

Il prodotto fresco lo si ottiene già a fine marzo inizi di aprile; quello secco è pronto a metà luglio. Con il prodotto fresco si prepara la “frittedda“, dal gusto incomparabile; le fave secche, oltre che bollite con aromi, vengono utilizzate per la praparazione del “maccu“. Il prodotto fresco lo si ottiene già a fine marzo inizi di aprile; quello secco è pronto a metà luglio.

La semina avviene di norma a novembre con la messa a dimora dei semi. Alla emergenza delle piantine e fino alla raccolta vengono eseguite delle rincalzature con la zappa. A fine maggio avviene l’estirpazione delle singole piante, l’essicazione in campo e quindi il trasporto nell’aia e la trebbiatura. In magazzino, successivamente, avviene la selezione. Tutto rigorosamente a mano.

Nel luglio del 2000, su iniziativa dello Spotello Unico del Comune di Leonforte, è stato costituito un Comitato promotore al quale hanno aderito la società Cornsortile “Rocca di Cerere”, la Provincia Regionale di Enna, la SOAT n. 48, i Comuni di Nissoria e di Assoro, le sezioni leonfortesi della Coldiretti, della Confagricoltura e della C.I.A. Tra gli obiettivi che il Comitato si propone vi sono quelli per il monitoraggio del territorio, l’individuazione dell’ecotipo, la promozione del prodotto mediante la partecipazione a fiere nazionali e mercati (grande successo ha avuto la fava alle recenti fiere di Slow Food di Torino e MediAL di Palermo). Il tutto per arrivare a definire l’indicazione geografica protetta (I.G.P.).

E’ inoltre allo studio un protocollo d’intesa tra la Provincia, il Comune di Leonforte, la Società “Rocca di Cerere”, la Sezione Operativa n. 48 e l’Università di Catania per giungere ad iscrivere la fava di Leonforte al Registro delle Varietà.

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